Carriera e candidatura25 settembre 20266 min di lettura
Primo lavoro dopo la laurea: come muoverti nei primi 90 giorni di ricerca
Finita la laurea la ricerca del primo lavoro può sembrare un salto nel vuoto. Ti propongo un metodo per i primi novanta giorni: dalla mappa iniziale al ritmo settimanale, senza disperdere energie.

La laurea non è un piano di ricerca
Finiti gli esami, l'ultima cosa che hai è un metodo per cercare lavoro. Fino a quel momento la strada era segnata: corsi, esami, tesi. Da un giorno all'altro quella struttura sparisce, e resta solo la domanda «e adesso?».
È il momento in cui molti neolaureati fanno una di due cose: si buttano a mandare candidature ovunque, oppure si bloccano, aspettando di sentirsi più pronti. Nessuna delle due funziona bene. La prima disperde energie su posizioni che non ti interessano davvero, la seconda fa passare settimane preziose senza muovere nulla.
Ti propongo un terzo modo: dare alla ricerca la stessa struttura che avevi negli studi, con una sequenza di passi concreti nei primi tre mesi.
I primi giorni: la mappa prima della corsa
Prima di mandare anche solo una candidatura, vale la pena fermarsi qualche giorno per capire dove vuoi andare. Non è tempo perso, è quello che ti evita di ricominciare da capo più avanti.
- scrivi i settori e i ruoli che ti interessano davvero, anche solo tre o quattro, meglio pochi e chiari che una lista vaga
- fai una prima lista di aziende o enti che rientrano in quei settori, comprese quelle che oggi non hanno annunci aperti
- guarda cosa chiedono davvero gli annunci che ti interessano: quali competenze tornano più spesso, quali strumenti citano
- segna la distanza tra quello che chiedono e quello che hai già, così sai dove concentrare lo sforzo nelle settimane successive
Organizza la ricerca prima di cominciare a candidarti
Cercare lavoro senza un modo per tenere traccia di cosa hai fatto è la ricetta più sicura per confondersi dopo la decima candidatura: a chi hai scritto, quando, cosa aspetti da chi.
Bastano poche accortezze semplici, che poi diventano un'abitudine.
- tieni un elenco, anche solo un foglio, con azienda, data della candidatura e stato (in attesa, risposta, colloquio)
- oltre ai portali di annunci, guarda le pagine «Lavora con noi» delle aziende della tua lista: molte posizioni non escono da nessun'altra parte
- datti un giorno fisso della settimana per ricontrollare le fonti che ti interessano, invece di aprirle a caso quando ti ricordi
- raccogli in un posto solo i materiali che riusi spesso: il CV di base, un paio di esempi di lettera, i link alle pagine che segui
Un CV e un profilo che reggono a più letture
Nei primi mesi dopo la laurea il CV è ancora corto, e va bene così: chi legge lo sa. Quello che conta è che sia chiaro, mirato e senza voci riempitive messe solo per allungarlo.
Non serve un CV diverso per ogni candidatura, ma vale la pena avere una base solida che poi adatti con piccoli aggiustamenti mirati: l'ordine delle competenze, le parole usate nel profilo in cima, gli elementi dell'esperienza che metti in evidenza a seconda del ruolo.
Lo stesso vale per il profilo che usi online: coerente con il CV, aggiornato con quello che hai fatto davvero (tesi, tirocini, progetti, anche piccoli), scritto pensando a chi lo legge in pochi secondi.
Candidature: meglio poche e mirate che tante e generiche
È tentante mandare lo stesso messaggio a decine di aziende, sperando che qualcuna risponda. Nella pratica funziona peggio di quanto sembri: chi legge riconosce subito una candidatura scritta per tutti, e la scarta più in fretta.
Una candidatura che nomina qualcosa di specifico dell'azienda, che spiega in due righe perché proprio quel ruolo, resta impressa molto di più. Vale anche per le candidature spontanee: scrivere a un'azienda che non ha annunci aperti, quando è mirata, spesso funziona meglio di rispondere a un annuncio affollato.
Cosa aspettarti nei colloqui dei primi mesi
Da neolaureato è normale avere poca esperienza di colloqui, ed è normale che i primi non vadano come speravi. Non è un segnale che qualcosa non va in te: è la parte del percorso in cui impari a raccontarti meglio.
Dopo ogni colloquio, anche quello andato male, prenditi cinque minuti per scrivere cosa ti hanno chiesto e cosa risponderesti diversamente la prossima volta. È il modo più veloce per migliorare, molto più che rileggere consigli generici.
Il ritmo dei novanta giorni, per fasi
Non è un calendario rigido, è un modo illustrativo per non arrivare a fine mese senza aver fatto nulla di concreto: dividi il tempo in tre fasi, non in settimane esatte.
- prima fase: la mappa, ossia settori, aziende, competenze da colmare, materiali di base pronti
- fase centrale: il grosso delle candidature mirate, insieme al ritmo di controllo delle fonti che hai scelto
- fase finale: colloqui, riscontri, aggiustamenti al CV e alla lettera in base a quello che impari strada facendo
- in ogni fase, tieni traccia di cosa funziona e cosa no: è quello che ti fa migliorare più in fretta della semplice quantità di candidature
Il promemoria in breve
Se vuoi ridurlo all'essenziale, tienilo così.
- prima la mappa (settori, aziende, competenze da colmare), poi la corsa
- tieni traccia di ogni candidatura, non fidarti solo della memoria
- guarda anche le pagine «Lavora con noi», non solo i portali di annunci
- poche candidature mirate valgono più di tante generiche
- ogni colloquio, anche quello andato male, è materiale per il successivo
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